Pensieri, visioni, esperienze e rimembranze... un lungo viaggio nella mente di un trentenne alla scoperta del mondo e della vita!
lunedì 25 febbraio 2013
Tomb Raider e la consapevolezza del futuro adesso.
Metropolitana da Bond Street a Wimbledon, mentre il vagone sobbalza sferragliando sulle rotaie mi diletto ad aggiornare il mio blog. Lo strumento utilizzato è il Galaxy Note 2, figlio tecnologico di questo presente futuristico. Tutto in tempo reale.
Il futuro è qualcosa che si riesce a percepire con estrema difficoltà. Avete presente le dissertazioni filosofiche sul “tutto scorre”? Diciamo che il tema è proprio questo. Pensateci bene, quando l’agognato futuro arriva… è già passato! Chiaro no? L’unico modo per imbrigliarlo, questo benedetto futuro, è attraverso la consapevolezza di un secondo. Può essere un’immagine, un pensiero, o perché no… un videogioco.
Ieri sera ho avuto il piacere di provare la nuova versione 2013 di Tomb Raider, con una decina di giorni d’anticipo rispetto al lancio ufficiale nei negozi di tutto il mondo. Come sempre da quando ho iniziato a godere dei videogiochi, anche stavolta ho ritualizzato l’evento. Quando si è fatto tardi nel mio appartamento di Wimbledon, quando le luci sono scese al punto giusto e quando la televisione al piano di sotto ha iniziato a lampeggiare senza audio, ho deciso che fosse arrivato il momento.
Salito nella mia “mansardina defaticante” ho religiosamente inserito il DVD nella mia Xbox 360, ho acceso il joypad e ho messo le cuffie per aumentare il livello di immedesimazione.
Da questo momento in poi mi è bastato il primo livello, per imbrigliare il concetto di “futuro nel presente”.
Dopo una lunga gestazione e un lavoro di marketing pre-lancio da applausi, Square Enix ha voluto raccontare ai videogiocatori cosa si prova a sbirciare sul futuro.
Pensando a Tomb Raider mi viene subito in mente un livello ambientato dentro una nave adagiata sul fondo del mare. Studiavo ancora all’università e vivevo ancora a casa con i miei, a Roma. Ricordo perfettamente il feeling da esploratore e la sensazione appagante trasmessa da uno dei primi giochi a lanciare il principio del “livello aperto”, tutto da esplorare e da scoprire.
Ricordo anche i movimenti fluidi della protagonista, in corsa o in arrampicata, anche se a dire il vero la presenza di strutture poligonali grossolane, faceva molto affidamento sulla fantasia del giocatore.
A questo punto la domanda nasce spontanea: “ Il futuro di allora era meno futuro del futuro di adesso?”.
Io so solo una cosa, il fotorealismo mi piace è non mi spaventa per nulla. Sono sicuro che appena Tomb Raider arriverà sugli scafali il mondo dei videogiochi sarà rivoluzionato. Sono sicuro che molti non capiranno e accuseranno gli sviluppatori di aver proposto un’esperienza che si discosta dai principi originali della serie. Troppo film, troppe scene animate, troppo realismo, troppo Dragon’s Lair.
Questo Tomb Raider è l’anello di congiunzione tra l’industria cinematografica e quella videoludica, due mondi che sempre di più negli ultimi anni si sono sedotti e piaciuti, ammiccando a distanza, con la promessa di unirsi un giorno in matrimonio. Ecco, quel giorno è arrivato.
Lara striscia lungo le pareti umide di un cunicolo sotterraneo, spostando radici con le mani e cercando di tenere la torcia asciutta mentre il livello dell’acqua si alza fino al collo. Poi si stacca un masso e in un secondo ci troviamo a scivolare senza controllo lungo un tunnel senza fine. La discesa culmina in una pozza d’acqua nel bel mezzo di una giungla pulsante. Il viso di Lara è perfettamente provato, i vestiti logori sono impregnati di sangue e tra una smorfia di dolore e un’espressione di paura prima di un salto, tutto sembra dannatamente reale. Siamo attori protagonisti di un film.
Ecco il futuro dunque, immortaliamolo e imbrigliamolo in un pensiero. Il futuro è adesso e coincide con la possibilità di impersonare un attore in un eccellente film.
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